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BY: MARILENA D'AMBRO

LANGUAGE: ITALIAN

La lucertola azzurra di Capri: l’abitante straordinario dell’isola

 4 marzo 2018 Marilena D'Ambro

PH: Luigi Esposito

La lucertola azzurra di Capri esiste davvero? È un mito? Un personaggio tratteggiato dalla fantasia di un bambino che ha voluto dare compagnia e colore alla bellezza solitaria dei Faraglioni? La lucertola azzurra non è una leggenda. Anzi, ha suscitato curiosità.

Si muove indisturbata sulla vetta di questi giganti del mare con l’eleganza tipica di una regina. La regina dell’isola vestita nel suo abito blu cobalto adagiata sul suo trono di pietra. Un trono scolpito dall’acqua e dal vento che con la luce della luna si tinge d’argento. A farle da corona il cielo azzurro, a intrattenerla il canto degli uccelli e lo sciabordio delle onde. A venerarla? I suoi sudditi – turisti, studiosi e avventurieri – che hanno cercato di carpirne i segreti.

Ma la lucertola azzurra resta irraggiungibile (o quasi) nascosta nella sua fortezza naturale. Custode della vera libertà con lo sguardo sempre rivolto verso l’orizzonte. Che ne dici di saperne di più? Andiamo alla scoperta della lucertola azzurra di Capri.

Capodanno a Capri: festeggia il nuovo anno al centro del mondo

31 dicembre 2017 Marilena D'Ambro

Natale a Capri ti trasporta in una dimensione magica, calorosa e affascinante dove il ritmo del tempo si perde. I paesaggi invernali, silenziosi e un po’ spogli, ti accompagnano passo dopo passo durante le tue passeggiate.

E così, il tuo sguardo li abbraccia e la mente respira lasciandosi andare a riflessioni. Pensieri accantonati che ritrovano spazio, allontanando il rumore quotidiano di ogni giorno. Invece, Il Capodanno a Capri è diverso.

L’atmosfera è frizzante, nell’aria si percepisce l’attesa per il nuovo anno che verrà e con esso la prossima stagione estiva ricca di sorprese. L’isola diventa un palcoscenico all’aperto, accogliendo vacanzieri pronti a festeggiare il veglione in Piazzetta e star del cinema che presenziano al CapriHollywood trasformando l’isola in un red carpet.

4 curiosità sui Faraglioni di Capri che forse non conosci

 9 febbraio 2018 Marilena D'Ambro

Pensi a Capri e cosa immagini? I Faraglioni naturalmente. Questi blocchi rocciosi da secoli incantano vacanzieri, scrittori e registi che li hanno immortalati nelle loro opere contribuendo a diffonderne il mito. Ma perché attirano così tanti visitatori? Non è semplice dare una risposta. Probabilmente la loro regale imponenza colpisce chi li osserva.

Sì, vedi i Faraglioni di Capri e comprendi l’eternità, la forza della natura e la finitezza dell’anno umano. Allo stesso tempo, diventano la cornice perfetta per sigillare dolci promesse d’amore. Anche tu ami i famosi guardiani dell’isola dall’argentea armatura? Ma sei certo di sapere proprio tutto? Ecco 4 curiosità sui Faraglioni di Capri che forse non conosci.

Il nome Faraglioni deriva dal greco “pharos” che significa faro. Il motivo? Nell’antichità queste rocce erano usate come fari: sulle loro vette veniva acceso un fuoco per illuminare le rotte oscure dei mari. Ma ecco un’altra singolare curiosità sui Faraglioni di Capri: hanno dei nomi propri.

C’è il Faraglione di Terra o Saetta con i suoi 111 metri, poi c’è il Faraglione di Mezzo o Stella con 81 metri e una cavità aperta al centro e il Faraglione di Fuori o Scopolo con 105 metri, “casa naturale” della famosa lucertola azzurra.

La Grotta Verde a Capri: un tuffo nel colore della speranza

8 febbraio 2018 Marilena D'Ambro

Il bello di visitare Capri? Quello di non sentirti mai un semplice turista. Nel momento in cui arrivi su questa perla del Mediterraneo puoi dimenticare per qualche tempo la quotidianità. Puoi essere chiunque tu voglia e sentire il profumo della libertà sferzare il tuo viso e percorrere le vene.

 Cosa vedere nella Grotta Verde a Capri? Il suo nome non lascia spazio a dubbi: puoi ammirare il colore della speranza.

La Grotta Verde deve il suo nome – come ti ho accennato – alla colorazione delle sue acque. La luce penetra attraverso l’ingresso, riflettendo sul fondale e dipinge le onde del mare di un verde smeraldo. Questa insenatura, conosciuta come Grotta dei Turchi, era già nota nel XVI secolo.

Questo capolavoro della natura ha due aperture. Quella occidentale che si trova 4 metri sotto il livello del mare e quella orientale situata in superficie. Quanta è alta l’apertura della Grotta Verde a Capri? 7 metri. Puoi entrare a nuoto in tranquillità se il mare è calmo, la sua soglia non è come quella della Grotta Azzurra.

All’interno le pareti sono irregolari e rivestite di rocce sedimentarie, le dolomie, le più antiche di Capri. Il colore straordinario è opera, come ti ho anticipato, di un gioco di luci che si infiltrano nell’apertura secondaria per poi riflettersi sulle pareti tingendo le acque di verde.

Un verde che può variare d’intensità in base alle condizioni atmosferiche e alle ore della giornata. Sentirai il richiamo ammaliante di questo spicchio di mare e resistere alla voglia di un tuffo sarà impossibile.

La Grotta di Matermania a Capri: vivi la bellezza e il mistero

3 novembre 2017 Marilena D'Ambro

P. Espositos – Zeitschrift “Die Gartenlaube” – illustrazione ottocentesca

Visitare la Grotta di Matermania a Capri è una vera e propria esperienza. Ti sentirai sopraffatto dalla sua maestosità e non potrai fare a meno di ripercorrere gli eventi del passato che l’hanno vista al centro di tante vicende storiche.

La Grotta di Matermania si trova sul versante sud occidentale dell’isola. Il suo nome ha origine dalla dea Celibe (la Mater Magna dei Romani), divinità della natura e degli animali. Nell’antro, infatti, fu ritrovato un altare a lei dedicato e una sua statuetta in terracotta. Invece, il toponimo Mitromania lo si deve alla scoperta di un bassorilievo mitriaco nella piana di San Costanzo.

Questo ritrovamento fa pensare che la cavità fosse un tempio dedicato al dio greco-romano Mitra che impersonificava il sole. Anticamente l’antro fu noto anche con il nome di Matromagna, appellativo creato da Giuseppe Feola, archeologo italiano.

Come muoversi a Capri a piedi, in autobus o in taxi

19 AGOSTO 2017 Da Marilena D'Ambro FOTO: DAVIDE ESPOSITO

Ma cose devi fare se vuoi spostarti lontano dalle zone pedonali e allontanarti dai dintorni della Piazzetta? Circolare con l’auto a Capri è vietato per i non residenti durante la stagione estiva e nel periodo natalizio. Quindi quali sono i mezzi di trasporto per muoversi a Capri?

15 GENNAIO 2016

DA MARILENA D'AMBRO

PHOTO DAVIDE ESPOSITO

Capri l’hai amata subito. Dalla prima volta in cui l’hai vista, così, da lontano. Sfogliando le pagine di una vecchio numero del settimanale Epoca, disegnando i contorni dei Faraglioni su una cartolina, prima delle foto digitali. Ora stai per scoprire cosa c’è di bello in questa piccola isola nel Golfo di Napoli entrata nel cuore di artisti, scrittori, politici d’ogni tempo.

Rita Hayworth “l’atomica” ha camminato per le stradine capresi seguita da una folla adorante, Emilio Pucci ha trovato l’ispirazione per creare i pantaloni Capri. Anche il poeta Pablo Neruda si è rifugiato nell’“isola azzurra”, sorvegliato dalla Polizia per le sue idee sovversive.

Adesso tocca a te. Anche tu vuoi sentire sulla pelle la magica atmosfera che si respira a Capri vero? Purtroppo hai poche ore a disposizione, ma non è un problema. Anzi, se ottimizzi i tuoi tempi puoi godere lo stesso di tutte le sue bellezze. Ecco cosa visitare a Capri in un giorno.

CLICK SU IO VIAGGO

05 MAGGIO 2017

DA MARILENA D'AMBRO

PHOTO DAVIDE ESPOSITO

Maggio è arrivato e ha portato con sé la voglia d’estate che si avvicina sempre più. Le vacanze smettono di essere un sogno, un desiderio da realizzare. Tu hai già organizzato il viaggio? Se sei ancora indeciso? E allora scegli l’isola azzurra per concederti il tanto meritato relax.

Fare una vacanza a Capri in estate vuol dire vivere con il sole sotto la pelle, la bellezza negli occhi e il profumo dei fiori che solletica narici durante le lunghe passeggiate. In quest’articolo voglio aiutarti a prendere la direzione giusta e raccontarti i motivi per trascorrere le ferie a Capri.

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Un tuffo nelle spiagge (libere) di Capri

11 MARZO 2016 Da Marilena D'Ambro FOTO: DAVIDE ESPOSITO

Le spiagge di Capri: Marina Grande

Questa spiaggia libera di Capri si trova sul porto di Marina Grande. Appena sbarchi puoi raggiungerla in meno di 2 minuti. Vai alle spalle della Capitaneria di porto, nella zona dedicata alle biglietterie. Lì c’è la prima entrata: ecco di fronte a te una distesa di ciottoli coronata dalla montagna di Anacapri.

Il secondo ingresso, invece, è nei pressi dello stabilimento balneare Le Ondine. Si tratta di un passaggio che ti conduce fino alla scogliera, la parte finale della spiaggia. In questa zona i sassi sono piccoli e la discesa a mare è gentile, in alcuni tratti c’è anche la sabbia.

Tra le spiagge di Capri quella di Marina Grande è la soluzione ideale se ti fermi sull’isola per poco tempo o se hai bambini: i fondali sono bassi e il bagnasciuga è prefetto per costruire castelli di sabbia.​

La spiaggia di Marina Piccola

Questa spiaggia si trova a Capri e affaccia sulla costa sud dell’isola, la più calda e riparata dai venti freddi. Per questo motivo è frequentata dai residenti anche d’inverno: i più coraggiosi fanno il bagno a dicembre, lasciandosi scaldare dai raggi del sole nelle ore di punta.

Questo luogo è servito dallo stabilimento/ristorante Gradola dove puoi assaporare i piatti a base di pesce fresco. Se desideri una cucina ricercata c’è Il Riccio, premiato con la prestigiosa stella Michelin.

Da Gradola – se il mare è calmo – puoi raggiungere la Grotta Azzurra a nuoto. L’orario ideale? Dopo le 18.00, quando i battellieri sono andati via.

Marina Piccola è una delle spiagge più belle di Capri perché puoi concederti un tuffo insieme ai Faraglioni, i guardiani rocciosi dell’isola. Li puoi osservare quasi da vicino. Ti sembra di accarezzarli e percepire ogni solco di quella pelle fatta di pietra, consumata dalla salsedine.

In questo luogo puoi immergerti in acque color del cielo. Puoi perfino osservare il fondale e nuotare insieme a piccoli banchi di pesci. Proprio per le sue caratteristiche questa località di mare è particolarmente indicata per le famiglie.

Se ami la calma ti consiglio di avviarti al mattino presto a piedi, magari scendendo per le scale di via Mulo. Questa stradina ti porta a destinazione. Nel frattempo lasciati avvolgere dal profumo dei fiori e ammira le tipiche case in stile caprese lungo il cammino.

Marina Piccola è anche la “casa” di Vito Labianca, un naturalista come ama definirsi. Ha vissuto per anni nella Grotta dell’Arsenale poco distante dalla spiaggia. Se lo incontri fermati a scambiare quattro chiacchiere con lui. Lo riconosci subito: ha una lunga barba bianca e occhi blu, guardandoli scoprirai il vero significato della libertà. Il suo viso è bruciato dal sole e solcato da qualche ruga. Ti racconterà una Capri diversa, vera fatta di luoghi segreti e aneddoti che solo chi vive l’isola nel profondo può conoscere.

La spiaggia del Faro di Punta Carena

Il Faro di Punta Carena è situato nel secondo comune dell’isola: Anacapri. Non è una vera e propria spiaggia, ma una discesa a mare abbracciata dal Capodoglio: una conformazione rocciosa molto alta. L’impressione è quella di trovarsi in una laguna.​

Questo luogo è servito dallo stabilimento/ristorante Gradola dove puoi assaporare i piatti a base di pesce fresco. Se desideri una cucina ricercata c’è Il Riccio, premiato con la prestigiosa stella Michelin.

La spiaggia di Gradola

Gradola è la seconda spiaggia di Anacapri, si trova a pochi passi dalla Grotta Azzurra: un fazzoletto di scogli piatti frequentato soprattutto da anacapresi e turisti alla ricerca di tranquillità. La piccola spiaggia libera è stata più volte premiata con la Bandiera Blu, prestigioso riconoscimento per la limpidezza delle sue acque: uno specchio azzurro con un fondale profondo e ricco di vegetazione.

Questo luogo è servito dallo stabilimento/ristorante Gradola dove puoi assaporare i piatti a base di pesce fresco. Se desideri una cucina ricercata c’è Il Riccio, premiato con la prestigiosa stella Michelin.

Da Gradola – se il mare è calmo – puoi raggiungere la Grotta Azzurra a nuoto. L’orario ideale? Dopo le 18.00, quando i battellieri sono andati via.

Sulla spiaggia di Marina Piccola a Capri l’estate non finisce mai

05 AGOSTO 2016 Da Marilena D'Ambro FOTO: DAVIDE ESPOSITO

E quale posto migliore della spiaggia di Marina Piccola? Una baia dal fascino caraibico che si trova sulla costa meridionale dell’isola, ben protetta dai venti. Questa caratteristica rende l’insenatura sempre calda e perfetta per un bagno anche fuori stagione. I residenti la amano per questo motivo: a Marina Piccola l’estate non finisce mai.

Marina Piccola a Capri: tra passato e presente

La spiaggia di Marina Piccola a Capri è abbracciata dalle rocce a strapiombo del Castiglione e dai contorni maestosi di Monte Solaro. Il mare, tra l’azzurro e il verde smeraldo, dona un po’ di sollievo ai Faraglioni arsi dal sole. Sì, la spiaggia di Marina Piccola ha una vista speciale, si apre su questi blocchi di pietra famosi in tutto il mondo.

Potrai fare il bagno ammirandoli e quasi ti sembrerà di sfiorarli. Saranno accanto a te anche quando sentirai il calore riscaldare la tua pelle disteso sulla battigia. Insomma, che tu sia in compagnia o meno non avvertirai mai la solitudine.

Sulla spiaggia libera di Marina Piccola a Capri non troverai lunghe distese di sabbia ma piccoli ciottoli che alla luce solare diventano quasi bianchi. I suoi fondali bassi sono la soluzione ideale per i più piccoli e per i nuotatori inesperti.

In epoca romana Marina Piccola era un approdo mentre nell’Ottocento divenne la casa dei pescatori capresi. Uomini dal viso pieno di rughe e dalle mani cosparse di sale, prendevano il largo alla ricerca di totani, calamari, ricciole e pezzogne. In quel periodo questa conca veniva chiamata Marina di Mulo e rappresentava una meta silenziosa in cui udire lo sciabordio delle onde e l’attività senza sosta dei pescatori.

Lavoratori affaccendati a riparare le reti di cotone o a pulirle all’ombra dei loro “monazeni”, magazzini in cui riponevano gli attrezzi da pesca. Si tratta di un termine dialettale che conosce solo chi parla con il mare, custodendone ogni intimo segreto.

Oggi ancora ti capiterà di vedere qualche pescatore che si ritira dal mare mentre mette a riposo la sua barca e mostra il suo pescato ai bagnanti incuriositi.

Ti sei innamorato di questa località ma cerchi la comodità di uno stabilimento? Puoi scegliere di trascorrere la tua giornata alla Canzone del Mare, Torre Saracena, Da Gioia, Da Maria, Bagni Internazionali e perfino sullo Scoglio delle Sirene.

In queste oasi di relax concediti un po’ di tempo per assaporare le prelibatezze della tradizione culinaria caprese: i raviolitotani e patate, la torta caprese.

Un consiglio: se vuoi godere ogni sfumatura di questo posto avviati al mattino presto. A differenza del Faro di Punta Carena, qui il sole alle 16.30 circa va già via, nascondendosi dietro la montagna.

Come arrivare a Marina Piccola

Per raggiungere Marina Piccola a Capri dalla Piazzetta basta prendere un pullman o un taxi diretti in quella direzione. Se, al contrario, ti piacciono le passeggiate puoi giungere a destinazione scendendo le scalette di via Mulo ai Due Golfi. So cosa stai pensando: “Ma a Marina Piccola si arriva anche attraversando via Krupp, la strada che si vede dai Giardini di Augusto?”. Per il momento no, c’è pericolo caduta massi.

22 OTTOBRE 2017

Da Marilane D'Ambro

PH Davide Esposito

Palazzo a Mare a Capri deve il suo nome ai resti della villa imperiale che affaccia sul Golfo di Napoli. In epoca romana questa residenza risplendeva in tutta la sua magnificenza. Sull’isola era la dimora estiva per eccellenza con il nucleo centrale, piscine, un ninfeo che si apre sul Tirreno, terrazze e giardini.

Ti sentirai coccolato come un nobile romano, vedrai. La struttura è collegata via mare da Marina Grande: una barchetta ti condurrà a destinazione. In alternativa, puoi scegliere la spiaggetta pubblica. Il lido è fatto di ciottoli e non è molto spazioso ma ti trasmetterà subito accoglienza e serenità.

Questa spiaggia di Capri è tra le più amate dai bambini, con i suoi fondali bassi e regolari. È la cornice perfetta per tanti giochi d’acqua senza pericoli. Il mio consiglio? Se non vuoi trovare troppa folla incamminati al mattino presto.

Capri: la magia della Grotta Azzurra

22 FEBBRAIO 2016 Da Marilena D'Ambro

Capri e la Grotta Azzurra sono una sola anima. Non c’è persona al mondo che non conosca il blu delle sue acque. Un colore così straordinario da attirare 254mila turisti ogni anno. Una cromia tanto speciale da suscitare miti e leggende.

I primi viaggiatori ne restavano talmente affascinati che rubavano al mare di Capri un po’ di quel colore, credendo di riuscire a conservalo in bottiglie di vetro. In realtà, la tonalità particolare del mare è dovuta alla luce del sole che attraversa l’acqua e viene riflessa dalle rocce.

Questo gioiello modellato nella roccia fu descritto anche da scrittori romantici. Le parole di Hans Christian Andersen hanno colto la sua magia:
“Vicino alla superficie dell’acqua, non lontano da me, vidi una stella azzurra, che proiettava un lungo raggio di luce, puro come l’etere, sullo specchio d’acqua”.

La Grotta Azzurra ha un grande passato. Ai tempi dei Romani veniva usata come ninfeo dall’imperatore Tiberio. La legenda vuole che la spelonca fosse collegata con un passaggio segreto alla Villa di Gradola, una delle residenze dell’imperatore, situata poco lontano. Tiberio fece di questo luogo il suo ristoro e lo decorò con quattro statue ritrovate sul fondale, oggi esposte al museo Casa Rossa di Anacapri.

I Faraglioni di Capri: i guardiani dell’isola

13 MAGGIO 2016

DA MARILENA D'AMBRO

PHOTO DAVIDE ESPOSITO

I Faraglioni di Capri sono tre grandi scogli che emergono dal mare, si trovano sul fianco sud occidentale dell’isola. Il più alto è il Faraglione di Terra o Saetta con i suoi 111 metri, poi c’è il Faraglione di Mezzo o Stellacon 81 metri e una cavità aperta al centro – ripresa in tanti film e spot- e infine il Faraglione di Fuori o Scopolocon 105 metri, habitat naturale della famosa lucertola azzurra.

I Faraglioni per secoli hanno rischiarato le notti senza luna degli uomini di mare e vegliato sulle loro vite: il nome Faraglioni deriva dal greco pharos che vuol dire faro. In passato su queste su queste rocce venivano accesi dei fuochi per illuminare la rotta delle navi.

Sì, c’è un altro Faraglione di cui molti ignorano l’esistenza: il Monacone. Si trova dietro agli altri e deve il suo nome alla foca monaca che popolava le sue acque fin dal 1904. Questo quarto “fratello” rappresenta una prosecuzione della Penisola Sorrentina e pare sia l’unico a essere stato abitato.

A testimoniare questa ipotesi: i resti di antiche mura risalenti all’epoca romana. La leggenda vuole che appartengano alla tomba dell’architetto di Augusto, Masgaba. Per altre teorie, invece, le rovine formavano una vasca per salare il pesce o per allevare conigli.

Ci sono molte leggende sui Faraglioni. Una di queste è quella della lucertola azzurra. Vive o non vive sui Faraglioni? Esiste davvero? Ti rispondo subito: questo rettile quasi fiabesco ha trovato la sua casa ideale solo a Capri, sul Faraglione di Fuori.

Scientificamente è nota con il nome di podarcis sicula coerulea ed è caratterizzata da una colorazione verde-azzurra sulla gola, sul ventre, sui fianchi e sul sottocoda. Invece, sul dorso ha una pigmentazione che tende al nero.

Chi ha avuto la fortuna di vederla, arrampicandosi sui Faraglioni, la descrive come un esemplare elegante e vivace con una lingua piatta. Gli occhi hanno palpebre mobili mentre le pupille sono rotonde.

La lucertola azzurra esiste quindi e ama la sua terra. Ne indossa il blu del cielo e del mare.

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La Piazzetta di Capri, visita il cuore dell’isola

29 APRILE 2016 Da Marilena D'Ambro

Capri ha un cuore grande 25 metri per 28. Ti sto parlando della Piazzetta, il centro sempre vivo dell’isola. Certo, non ha la forma sinuosa di un cuore, è quadrata come una scacchiera, ma quando la attraversi non puoi fare a meno di innamorartene. Ma la celebre “piazzetta” ha un nome, che non tutti conoscono: piazza Umberto I.

La Piazzetta non è solo un palcoscenico dove lo spettacolo variopinto dell’umanità sfila per essere guardato. È qualcosa di più. È un’esperienza che cambia con il tempo, scandito dalle lancette del campanile di Capri. Ogni ora trascorsa è un’emozione diversa. Questo luogo quasi perfetto nelle sue geometrie sa leggere l’anima di chi l’attraversa.

Piazza Umberto I ti dona dei momenti magici al mattino, quando il profumo dei caffè riscalda l’atmosfera e i primi raggi del sole ti regalano un secondo risveglio, più soffice del primo. A cullarti un timido brusio e il fruscio delle pagine dei giornali appena comprati all’edicola vicina.

A mezzogiorno diventa quasi impossibile passare e la Piazzetta si trasforma in una Babele piena di turisti.

Al tramonto, invece, tutto si calma. Seduto tra i tavolini ti senti in pace con il mondo mentre osservi la luce dorata accarezzare le forme della Chiesa di Santo Stefano. Poi arriva l’ora blu della sera e hai l’impressione di vivere in una dimensione onirica e sospesa nel tempo. Quasi desideri che la notte non arrivi mai per spazzare via quell’istante.

Il campanile di Capri scandisce il tempo del mondo

08 APRILE 2016 Da Marilena D'Ambro

La storia del campanile di Capri è incerta, in parte avvolta dal mistero. Le sue tracce risalgono al XVII secolo e secondo Edwin Cerio (scrittore e naturalista) è l’unico edificio sopravvissuto alla chiesa bizantina di Santa Sofia. Sembra che il complesso sia stato abbattuto per lasciare spazio all’odierna cattedrale di Santo Stefano.

Perché lui di Capri è il re, domina la Piazzetta prima ancora che diventasse il “salotto del mondo”, quando era solo un quadrato di terra riservato al mercato del pesce.

Il suo quadrante ripreso da orologi, borse e gioielli non smette mai di appassionare. Sopratutto scandisce il tempo dell’isola, trasportandola in una dimensione lenta, quasi sospesa.

I custodi dell’orologio

I minuti e i secondi non sono solo frutto di scatole elettriche e ruote dentate. Nuove albe sono sorte anche grazie al duro lavoro dei custodi. Uomini che si sono occupati del corretto funzionamento del campanile.

Sto parlando di Giovanni Ferraro soprannominato “Cicione” e Salvatore Federico, il giornalaio che gestisce l’edicola della Piazzetta. Oggi è lui che si prende cura del guardiano del tempo caprese. E muove le lancette un’ora avanti e una indietro per due volte l’anno.

Il campanile risuona ogni 15 minuti con un battito singolo prima dei quarti. Una particolarità che solo un ascoltatore attento può cogliere. Si tratta di un’accortezza riservata agli abitanti di Capri per ricordargli la partenza della funicolare e degli autobus.

Il quadrante in maiolica sostituì quello in marmo nel 1959. Il blu, giallo e nero hanno reso questa superficie di ceramica inconfondibile e unica al mondo. Il campanile di Capri non era più un orologio qualsiasi, ma l’orologio con 144 piastrelle di bellezza.

Villa San Michele ad Anacapri: tempio di luce tra cielo e mare

13 LUGLIO 2016 Da Marilena D'Ambro FOTO: DAVIDE ESPOSITO

Visitare Villa San Michele ad Anacapri vuol dire immergersi nella vita di Axel Munthe, l’uomo che ha segnato la storia di Capri, contribuendo alla sua fama.

Axel Munthe nasce nel 1857 e arriva per la prima volta a Capri a 18 anni. L’isola – con la sua vegetazione rigogliosa, colori vivaci e panorami protesi verso il blu – rappresenta per l’intellettuale un’oasi, un luogo dove l’anima smette di essere in tumulto, quasi canta inebriata. Durante quella visita prende una decisione: sarebbe ritornato per vivere e abitare la bellezza ogni giorno della sua vita. È una promessa a se stesso più che una decisione.

Ai primi del Novecento Munthe esaudisce il suo desiderio, Villa San Michele è pronta per aprire le porte al suo proprietario: “La mia casa deve essere aperta al sole, al vento e alle voci del mare – come un tempio greco – e luce, luce, luce ovunque!”. Ed è proprio così. L’edificio svetta sul centro di Capri e domina il Golfo di Napoli. Resterai stupito dallo spettacolo che si aprirà di fronte ai tuoi occhi.

Il giardino di Villa San Michele è tra i più belli del mondo ed è uno dei punti di maggiore attrazione.

CONSIGLIO: Leggere il libro di Axel Munthe: "LA STORIA DI SAN MICHELE"

Cetrella e Monte Solaro: il paradiso ad Anacapri

16 APRILE 2016 Da Marilena D'Ambro FOTO: DAVIDE ESPOSITO

Una passeggiata a Cetrella e Monte Solaro è un viaggio nella bellezza selvaggia di Anacapri. Ma non solo. È un viaggio alla scoperta di se stessi.

Vuoi uno scenario inedito di Cetrella e Monte Solaro? Di notte, con il cielo trapunto di stelle e i raggi della luna a illuminare la vallata, che quasi per magia si tinge d’argento.

Il paradiso esiste, sai? Si trova a Capri, o meglio, ad Anacapri. C’è un luogo nel “comune di sopra” dove puoi accarezzare il cielo, correre nei boschi mentre le ginestre ti sfiorano le caviglie e i profumi della macchia mediterranea ti solleticano le narici.

 

È un posto in cui ritorni fanciullino. La natura è incontaminata, puoi ascoltare con chiarezza il canto degli uccelli, il belare delle caprette e il movimento furtivo di qualche lepre tra l’erba. È un’oasi di pace fatta di prati verdi, castagni e alberi di pino. Sorge sulla vetta più alta dell’isola: ti sto parlando di Monte Solaro e Cetrella.

In questo spazio sospeso tra le nuvole il tuo sguardo vola verso l’infinito e si perde in uno dei panorami più belli di Capri. Con una sola occhiata abbracci il Golfo di Napoli e di Salerno, la Penisola Sorrentina, la Costiera Amalfitana e quando soffia la tramontana scorgi anche le coste calabresi.

Questa zona è una delle mete predilette dei capresi, soprattutto nei mesi invernali quando tutto si addormenta dopo il tram tram estivo. Durante la bassa stagione non è raro trovare qualche abitante dell’isola impegnato in un pic-nic con la famiglia o a trovare qualche fungo. I più ricercati? Porcini e i chiodini.

Se ami fare trekking e sei in vacanza a Capri regalati una passeggiata a Cetrella e Monte Solaro. Scopri cosa vuol dire sentire la libertà sulla pelle, assaporala nell’anima e porta quella sensazione con te, ovunque andrai. Ti ridarà il sorriso tra i palazzi della città. Adesso vieni ad Anacapri per visitare questo angolo di paradiso terrestre. Sei pronto?

27 MAGGIO 2016

DA MARILENA D'AMBRO

PHOTO DAVIDE ESPOSITO

Seduto sulle panchine dei Giardini di Augusto ti sentirai come un re sul trono del mondo: sempre baciato dal sole, adorato dai Faraglioni e cullato dallo sciabordio delle onde.

Ora che ne dici conoscere qualcosa in più su questo parco a picco sul mare? Allora, vieni?​

I Giardini di Augusto custodiscono -come ti ho già accennato- diversi esemplari di piante e fiori tipici del territorio: gerani, dalie  e molte altre specie colorano le aiuole mentre pini, ginepri, palme e lecci doneranno un po’ di frescura al tuo passaggio. La flora che dipinge questo luogo è classificata in base a targhette specifiche.

L’intero parco è disseminato di statue neoclassiche ma a imporsi è la stele di Lenin creata dallo scultore Giacomo Manzù nel 1968. L’opera è formata da blocchi di marmo sovrapposti, sul maggiore è raffigurato il volto del padre della rivoluzione bolscevica.

Lenin soggiornò a Capri nel 1908 e fu ospitato dallo scrittore compatriota Maksim Gor’kij. Non è un caso, infatti, che il monumento dedicato al politico russo sorga sotto la casa appartenuta a colui che gli diede rifugio.

Via Krupp

I Giardini di Augusto affacciano su via Krupp che collega Capri a Marina Piccola. Il sentiero fu progettato dall’architetto napoletano Emilio Mayer, per costruirlo fu necessario tagliare a vivo la roccia fino al mare. I lavori iniziarono a fine Ottocento e terminarono solo nel 1902.

La strada si caratterizza da una serie di tornanti e un lungo rettilineo. Da qui puoi osservare i Faraglionidiventare sempre più imponenti man mano che ti avvicini alla meta. Ma non solo. Il percorso offre delle deviazioni, non percorribili dal pubblico, che portano alla Grotta del Castiglione e dell’Arsenale, luoghi dove l’isola mostra il suo vero volto e la natura è ancora incontaminata.

Via Krupp è luogo magico. Si snoda lungo la montagna da un lato. Dall’altro, tende verso le acque limpide di Capri. Poi, quando è illuminata dai raggi del sole ne riflette la luce, diventando quasi bianca.

La via ha vissuto il suo periodo di massimo splendore negli anni Sessanta. Così la descrive il giornalista Bruno Manfellotto: “Ci fu una stagione durante la quale via Krupp diventò anche la strada dei bambini e dei ragazzi. Fu lungo gli anni sessanta, d’estate, [quando] la mattina […] la si scendeva di corsa, preferendola talvolta a via Mulo, per arrivare agli scogli e alle spiaggette di Marina Piccola.

Di pomeriggio, quando il sole era meno alto, via Krupp si riempiva di mamme, o delle ultime balie con grembiule e coralli, che si spingevano fin qui in passeggiata dai Giardini di Augusto con i piccoli a piedi o in carrozzina. La sera, dopo il tramonto, toccava ai ragazzi più grandi, che nella penombra si scambiavano il primo bacio o azzardavano una carezza”.

Per il momento via Krupp è chiusa al pubblico per pericolo caduta massi.

Villa Jovis a Capri: la dimora di Tiberio al centro del mondo

10 LUGLIO 2017 Da Marilena D'Ambro FOTO: DAVIDE ESPOSITO

La grandezza di Villa Jovis a Capri è indissolubilmente legata alla figura dell’imperatore Tiberio. Il sovrano amò Capri fin dal primo istante, durante l’ultimo saluto ad Augusto che lo chiamò al suo capezzale in punto di morte. In seguito, si trasferì sull’isola per 11 anni trasformandola nel suo rifugio dorato, allontanandosi dalle continue ostilità che serpeggiavano nei palazzi romani. L’avversario più temibile? Elio Seiano, suo luogotenente e capo dei Pretoriani. Era un uomo crudele, assetato di potere che mirava al trono imperiale.

A Capri il monarca si sentiva protetto dai complotti di corte. Il motivo puoi intuirlo: questa terra rendeva difficili eventuali attacchi via mare, non aveva porti ma solo approdi naturali e sorvegliati. Sull’isola il re romano fece costruire 12 ville – ognuna intitolata a una divinità – nei punti più belli del territorio. Oggi puoi ammirare solo i resti di Villa Damecuta, Palazzo a Mare e Villa Jovis.

Come ti ho anticipato, gli storici hanno tratteggiato profili diversi dell’imperatore Tiberio. Tacito e Svetonio lo dipingevano come un sadico, avvezzo ai vizi, alla libidine e ai peccati di gola. Tuttavia, l’immagine più vicina alla realtà è quella di un uomo riservato e tormentato. Vedeva ovunque traditori e spie ma nonostante ciò restava fedele ai suoi ideali e dedito ai suoi doveri verso lo Stato.

 

La dimora Tiberio fu dedicata a Giove e costruita nel I secolo d. C. Tra il 26 e il 37 d. C. fu anche il principale palazzo del governo di Roma da cui l’imperatore impartiva gli ordini diretti all’Urbe. 

Villa Jovis gode di una posizione geografica invidiabile, affacciando su Punta Campanellail padrone di casa aveva di fronte a sé il quadro del Golfo di Napoli e poteva osservare tutto quello che accadeva. Spiega Gregorovius: “Da qui Tiberio vedeva tutto ciò che si svolgeva sull’isola e scorgeva anche le navi che venivano dall’Ellade, Dall’Asia, Dall’ Africa, oppure giungevano da Roma”.

Dai suoi 334 metri sul livello del mare potrai ammirare un panorama senza pari chi ti lascerà senza fiato. Abbraccerai con lo sguardo l’intero Golfo di Napoli, l’isola di Ischia, Procida, la Penisola Sorrentina e il Golfo di Salerno fino a toccare la costa del Cilento.

Visitare i ruderi di Villa Jovis è un vero e proprio appuntamento con la Storia, sarà un tuffo nel tempo alla scoperta di antiche usanze e tradizioni.

Villa Lysis: l’anima del barone Fersen vive!

03 GIUGNO 2016 Da Marilena D'Ambro FOTO: DAVIDE ESPOSITO

Visitare Villa Lysis a Capri vuol dire entrare nella vita del barone Fersen, un uomo che decise di fare della sua vita un’opera d’arte. Scopri l’eterna bellezza di questo luogo sospeso nel tempo. E se vuoi uno scenario inedito di Villa Lysis puoi andarci di notte, misteriosa e romantica, è aperta in occasione di eventi speciali.

Attualmente villa Lysis è teatro di eventi culturali, artistici e musicali. Il monumento è aperto dalle 10.00 alle 19.00 a giugno, luglio e agosto mentre dalle 10.00 alle 18.00 a settembre e ottobre. Infine dalle 10.00 alle 16.00 a novembre e dicembre. Il giorno di chiusura è ll mercoledì.

Il barone Jacques d’Adelsward-Fersen era un discendente del conte Hans Axel von Fersen, amante della regina Maria Antonietta: fu scrittore, poeta e militante omosessuale. La sua famiglia fondò l’industria dell’acciaio a Longwy-Briey. A soli 22 anni Fersen era già ricchissimo.

Arrivò a Capri nel 1904 in un caldo giorno di luglio. Scappava. Fu costretto a fuggire da Parigi in seguito alle pesanti accuse di corruzione di minori e oltraggio alla pubblica morale. Come molti nobili e intellettuali dell’epoca trovò nell’isola azzurra il suo rifugio.

Fersen fece costruire Villa Lysis, un tempio dove la bellezza regna sovrana. La dimora rifletteva l’intima personalità del suo proprietario: eccentrico, fragile, attento all’estetica. La sua anima? Probabilmente un mosaico di luce e oscurità.

23 SETTEMBRE 2016

DA MARILENA D'AMBRO

PHOTO DAVIDE ESPOSITO

C’è un edificio che forse più di ogni altro rappresenta la storia dell’isola. Una storia fatta di bellezza, eventi, sconfitte, vittorie, cadute e rinascite. Sto parlando della Certosa di San Giacomo a Capri. Un monastero, un gioiello architettonico incastonato in una piccola valle tra il Castiglione e il Monte Tuoro. Questo posto si cela allo sguardo tra campi coltivati, e gode di una vista speciale: la baia di Marina Piccola.

 

Appena superato l’ingresso chiudi gli occhi e lasciati trasportare dall’atmosfera. Ascolta il silenzio, passeggia tra le colonne, la luce del sole riflessa sui pilastri diventerà quasi bianca e riscalderà la tua pelle.

Quel chiarore diffuso tutt’intorno ti porterà indietro nel tempo. E per un attimo ti sembrerà di vedere i monaci della Certosa camminare al tuo fianco, o intenti a raccogliere l’acqua dal vicino pozzo. Tuffati nella storia di questo monumento che ha segnato l’inizio del Medioevo a Capri. Sei pronto?

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10 GIUGNO 2017

DA MARILENA D'AMBRO

PH Davide Esposito

Mentre passeggi nel centro abitato percepirai il fervore dell’attesa, il suono incessante della campane accompagna gli anacapresi che aspettano con devota felicità questa ricorrenza. Simbolo di rinascita, gioia e buoni propositi. La comunità, infatti, si rinsalda per omaggiare il Santo al passaggio della processione.

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12 MAGGIO 2017

DA MARILENA D'AMBRO

PHOTO DAVIDE ESPOSITO

Ma c’è anche un altro motivo per visitare Capri nel mese delle rose: vivere una delle sue tradizioni-storico religiose più importanti e profonde. Sto parlando della festa di San Costanzo, patrono di Capri e celebrato il 14 maggio con una bellissima processione.

L’avvenimento è percepito con grande attesa e devozione per rinnovare la fede e, allo stesso tempo, vivere attimi di felicità insieme alla famiglia e agli amici. Pensa che il campanile e la Piazzetta si illuminano già qualche giorno prima per annunciare questa ricorrenza speciale. Inoltre, in Piazza Umberto I viene issato il Tiro di San Costanzo, un dipinto che raffigura il religioso impegnato a difendere l’isola dagli oppressori.

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09 SETTEMBRE 2016

DA MARILENA D'AMBRO

PHOTO DAVIDE ESPOSITO

Lo storico Roberto Pane ha definito così questo gioiello: “Uno degli esempi più pregevoli di tutta la produzione settecentesca napoletana per il gusto degli stucchi, alternato ritmo degli archi e delle nicchie, i lievi raccordi in curva, il biancore discreto, che conferisce la massima visibilità al colore”.

A sorprenderti sarà l’altare maggiore in stile barocco e rococò. Fu realizzato dal maestro Agostino Chirola in marmo di Carrara verde e giallo. Ai lati impreziosiscono l’opera due angeli in marmo bianco.

Ad attirare la tua attenzione, il dipinto di San Michele Arcangelo frutto dell’estro di Nicola Malinconico. Il quadro è famoso per le sue cromie vivaci e la raffigurazione del santo nelle vesti di un guerriero dal volto di straordinaria bellezza.
La chiesa ospita numerosi artisti del Settecento napoletano tra cui: Giacomo Del Po, Francesco Solimena e Paolo De Matteis.

Curiosità: l’altare fu creato in una bottega a Napoli e trasportato sull’isola con una scialuppa. Riuscì a raggiungere Anacapri dal porto di Marina Grande grazie ai 921 scalini della Scala Fenicia e la grande perseveranza di un piccolo mulo.

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Alla scoperta della chiesa di San Costanzo a Capri

08 SETTEMBRE 2017 Da Marilena D'Ambro FOTO: DAVIDE ESPOSITO

La chiesa di San Costanzo è semplice ma affascinate, la sua bellezza si svela ad ogni sguardo. Da sempre veglia sul porto di Marina Grande godendo di una vista straordinaria: l’intero Golfo di Napoli. E da sempre è una seconda casa per gli uomini di mare. Un luogo sacro in cui sostare per dare un ultimo arrivederci prima di partire da Capri in attesa del ritorno.

La chiesa di San Costanzo a Capri è una delle più antiche dell’isola, anche la data di costruzione resta ancora sconosciuta. Alcuni storici sostengono che sia stata realizzata tra il IX ed il XII secolo. Pare che l’edificio religioso sia stato costruito sui resti di un edificio romano risalente al V secolo.

16 DICEMBRE 2016

DA MARILENA D'AMBRO

PHOTO DAVIDE ESPOSITO

Si avvicina il Natale a Capri e tu hai deciso di concederti la tua vacanza proprio sull’isola dei Faraglioni. Desideri respirare l’atmosfera di festa avvolto dalle luci natalizie e dall’albero che svetta illuminato in piazzetta. In attesa della vigila e del capodanno ci sono tanti monumenti da vedere. Soprattutto le chiese che, in questo periodo dell’ anno, diventano un luogo in cui riscaldare la fede e l’amore per l’arte.

 

Questa perla del Mediterraneo ospita edifici sacri e maestosi come la chiesa di san Michele e Santa Sofia. Poi custodisce altri luoghi di culto meno conosciuti ma ricchi di fascino, intrisi di profonda devozione che i residenti rinnovano senza sosta. La chiesa di Santa Maria di Costantinopoli ad Anacapri è uno di questi posti. Che ne dici di andare alla sua scoperta?

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La Cappella di Sant’Antonio

25 NOVEMBRE 2016 Da Marilena D'Ambro PH: Davide Esposito

A valle della strada carrozzabile – sotto la rupe di Capodimonte e nei pressi del comune di sopra – la Scala Fenicia a Capri passa vicino alla Cappella di Sant’Antonio, patrono di Anacapri. Questo monumento, scarno ma essenziale, fu edificato nel Seicento ed è conosciuto anche come la chiesa dei marinai.

Qui i familiari dei pescatori anacapresi si riunivano per pregare. Chiedevano protezione per i propri cari esposti di continuo a tempeste e minacce dei pirati.

Alla scoperta della chiesa di Santa Maria del Soccorso a Capri

16 LUGLIO 2017 Da Marilena D'Ambro FOTO: DAVIDE ESPOSITO

La chiesa di Santa Maria del Soccorso a Capri  si trova all’interno del perimetro di Villa Jovis, dimora prediletta di Tiberio. L’edifico fu realizzato nel punto più alto della residenza romana, sopra gli appartamenti privati dell’imperatore.

La cappella fu costruita intorno al 1610 ma probabilmente esisteva già nel Cinquecento. Lo stile architettonico è essenziale, richiama quello della casa caprese con tetto a volta. Anche l’interno è scarno, troverai l’altare maggiore, un confessionale e un magnifico dipinto della Vergine.

La statua, il fulmine e la rinascita

Nel cortile di fronte alla Chiesa di Santa Maria del Soccorso puoi ammirare la statua della Madonna che domina le rovine romane. Fu posizionata in questo luogo nel 1901 per volontà del conte di Caserta di Borbone. La scultura, come l’antico faro di Villa Jovis, fu danneggiata nel 1977 da un fulmine durante un temporale notturno.

I capresi erano molto affezionati alla statua, così Il busto di Maria fu sostituito con una stele in bronzo nel 1979. L’opera fu creata dall’artista Alfiero Nena su richiesta de gli stessi abitanti della contrada di Tiberio. In seguito, fu benedetta dal Papa Giovanni Paolo II a Piazza San Pietro in Vaticano. 

La statua – alta quasi 5 metri e dal peso di 11 quintali – fu trasportata su Monte Tiberio da un elicottero della Marina Americana, un Sikorsky RH-53-D. L’operazione fu a dir poco eroica. Il tempo a Capri sembrò fermarsi, l’intera isola era con il fiato sospeso con lo sguardo verso l’alto.​

L’effige della Madonna ancora oggi guarda verso il mare e protegge i naviganti dalle bufere. La chiesa di Santa Maria del Soccorso a Capri riapre le sue porte il 7 e l’8 settembre in occasione della Natività di Maria Vergine. In quei giorni viene celebrata la messa e si svolge la Piedigrotta Tiberiana, una bellissima sagra popolare all’insegna del buon cibo, musica e spettacoli che coinvolge residenti e turisti.

Dulcis in fundo, il panorama che contemplerai dallo slargo antistante la chiesa di Santa Maria del Soccorso a Capri. La sensazione? Ti sentirai sospeso tra cielo e terra, vedrai Penisola Sorrentina e il Golfo di Napoli in un battito di ciglia e di cuore.

Il Belvedere di Punta Cannone: estasi tra cielo e mare

27 GENNAIO 2017 Da Marilena D'Ambro FOTO: CECILIA

Belvedere di Punta Cannone a Capri. Quello che vedrai da questo spiazzale ti sorprenderà. Ti dico solo che la sensazione è quella di sentirsi parte di un dipinto in cui la tua figura è accarezzata dalla terra, dal cielo e dal mare.

Il Belvedere di Punta Cannone è il luogo ideale se sei alla ricerca di tranquillità, bellezza e vuoi lasciarti abbracciare da una Capri meno mondana e più autentica.

La tua vista si poserà incantata sulla Certosa di San Giacomo, i Giardini di Augusto, Faraglioni, Tragara e Marina Piccola. Ti sentirai come un angelo che guarda il paradiso dall’alto, in questo caso, però, il paradiso esiste davvero e come sottofondo avrà una melodia inimitabile: lo sciabordio delle onde che sale fino a te.

 

Il Belvedere di Punta Cannone: la storia

Il nome suscita curiosità, vero? In realtà, è legato alla storia dell’isola. E se te lo stai domandando la risposta è sì. In questo slargo un tempo c’era davvero un cannone. Nel 1808 i francesi capirono le potenzialità strategiche del pianoro e pensarono bene di posizionare una temibile bocca da fuoco. Il motivo? Difendersi dalle invasioni.

Ma non è tutto, il Belvedere di Punta Cannone non è stato solo un fortino di guerra. Nel Novecento divenne il rifugio degli artisti, il posto preferito di numerosi pittori tedeschiche si recavano lì per dipingere, traendo ispirazione dal magnifico panorama. Questa caratteristica diede al luogo un secondo appellativo: quello di Piazzetta degli artisti.

28 OTTOBRE 2016

DA MARILANE D'AMBRO

PHOTO DAVIDE ESPOSITO

L’Arco Naturale è una delle maggiori attrazioni di Capri insieme alla Grotta Azzurra e i Faraglioni.
Si tratta di una struttura calcarea a forma di arco, probabilmente è ciò che resta di una grotta o una caverna sottomarina.

Quando lo vedrai resterai stupito dalle sue geometrie. Madre natura sorprende sempre, ma con l’Arco Naturale ha davvero superato se stessa. Ha aspettato pazientemente secoli e secoli per dare allo sperone di pietra l’aspetto attuale, chiedendo prima l’aiuto delle onde del mare e poi quello della pioggia e del vento che hanno rifinito l’opera.

Questo gioiello di origine carsica misura 12 metri in larghezza mentre in altezza raggiunge i 18 metri, è incastonato nella cala di Matermania ed è abbracciato dalla macchia mediterranea. Si affaccia fiero verso il blu del mare.

Da questa prospettiva puoi ammirare uno dei panorami più belli dell’isola. Lascia che i tuoi occhi si posino su Punta Campanella, la Costiera Amalfitana, le isole dei Galli. Ma non solo. Quando il cielo è sgombro da nubi lo sguardo si allunga fino alla Costiera Salernitana e Calabrese.

L’Arco Naturale a Capri puoi osservarlo anche da un’angolazione differente e suggestiva: da mare durante il giro dell’isola in barca. Così, da lontano ti sembrerà la proboscide di un elefante.

Curiosità: come per i Faraglioni, anche l’Arco Naturale a Capri è stato protagonista di spettacolari arrampicate libere. Esperti scalatori nel corso degli anni si sono arrampicati su una delle sue pareti, quella esposta est.

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23 LUGLIO 2016

DA MARILENA D'AMBRO

PHOTO DAVIDE ESPOSITO

La Casa Rossa svetta nel centro cittadino di Anacapri, il secondo comune dell’isola. Fu costruita intorno a una torre aragonese del Quattrocento, tra il 1886 ed il 1899, per volontà del poliedrico colonnello americano John Clay MacKowen. Come farai a riconosce questa dimora? Semplice, non dovrai trovarla: sarà lei a venire da te. La riconoscerai subito, mentre passeggi lungo via Giuseppe Orlandi tra le abitazioni con le volte a botte.

Il vermiglio delle sue parerti e la sua forma simile a una fortezza susciteranno la tua curiosità. Ma non solo. Sarà il suo stile eclettico a stupirti: le finestre sono a bifora, le merlature del tetto mostrano tratti arabeggianti, le colonne all’esterno ricordano la scuola classica. In un attimo vorrai varcare il cancello di ingresso. A salutarti l’iscrizione in greco che esprime lo spirito contemplativo che si respira sull’isola: “Kaire o polita apragopoleos” ovvero “Salve cittadino del paese dell’ozio”.

Il cortile porticato è caratterizzato dalla statua di una sacerdotessa risalente al I secolo e da diversi reperti incastonati nelle pareti. Oggetti raccolti da MacKowen sull’isola e durante i suoi viaggi: lastre di marmo romano, epigrafi funerarie di liberti e altri ritrovamenti ti condurranno al tempo dell’imperatore Tiberio.

Le scale, invece, sono coperte da una piccola cupola in maiolica, che richiama le geometrie isolane, fondendosi in modo naturale con gli altri stili architettonici dell’edificio.

Il mio consiglio? Visita le sale interne e lasciati conquistare dall’arte. La Casa Rossa ospita le mostre permanenti: “L’isola dipinta, viaggio pittorico a Capri ed Anacapri tra Ottocento e Novecento”, una collezione dei fratelli Raskovìch e l’esposizione permanente “Luci del Mediterraneo” dedicata al pittore Carlo Perindani.

A questo punto, abbandona la fretta e tuffati nei colori, nei soggetti rappresentati in questi quadri. Ogni opera racconta Capri attraverso la visione di chi l’ha dipinta. Rivivi scene di vita quotidiana, antiche tradizioni e paesaggi bucolici. Le tele a olio e ad acquerello ti sveleranno sfumature diverse e, forse, ti indicheranno la strada verso scorci capresi poco conosciuti e affascinanti. L’allestimento raccoglie nomi prestigiosi come Giordano, Brancaccio, Ferrarini, Reid, Coleman e Hay.

Le statue della Grotta Azzurra

Le sorprese non finiscono qui, la Casa Rossa ad Anacapri custodisce un tesoro che è stato tenuto segreto dagli abissi per secoli. Ti sto parlando delle statue ritrovate sui fondali della Grotta Azzurra. Queste sculture adornavano le pareti della spelonca che veniva usata come ninfeo dall’imperatore Tiberio e rappresentano una Poseidone, l’altra un Tritone.

I manufatti furono scoperti nel 1964 da un gruppo di subacquei tra cui i capresi Gennaro Alberino e Nunzio Esposito. La Grotta Azzurra, però, aveva ancora qualcosa da svelare. D’altro canto, il mare quello che prende prima o poi restituisce.

Così, nel 1974 fu individuata una terza statua anch’essa conservata alla Casa Rossa ad Anacapri. I busti hanno mantenuto la plasticità dei movimenti anche se le acque hanno cancellato i dettagli del viso e del corpo. Ancora una cosa: non andare via senza salire sulla torretta. Ai tuoi occhi si aprirà uno spettacolo senza pari: il centro abitato di Anacapri, mare, campi coltivati e Monte Solaro.

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19 MARZO 2017

DA MARILENA D'AMBRO

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Accarezzi i contorni dell’isola di Capri su una vecchia cartolina, la usi come segnalibro per il tuo romanzo preferito per non dimenticare, per tenere sempre vicina quell’isola abbracciata dal Mediterraneo. E così, immagini la tua vacanza a Capri. Con le dita tratteggi la zona di Monte Solaro e Cetrella poi scendi in basso, verso il centro di Capri. Con gli occhi della mente vai a Punta Cannone per vedere i Faraglioni.

 

Come se ti trovassi lì, avvicini la cartolina all’orecchio. Ti sembra di sentire lo sciabordio delle onde e l’eco di antiche leggende salire fino a te dai flutti. Sì, Capri è ricca bellezze naturali, storia e buona cucina. Ma è anche un luogo affascinante e misterioso. Questa caratteristica nel corso dei secoli ha alimentato storie popolari che si sono mescolate e sono arrivate fino ai giorni nostri.

Se ti capita di incontrare un pescatore mentre passeggi sul porto di Marina Grande lasciati incantare da qualche racconto che ha come protagonista l’isola dei tuoi sogni. Non riesci ad aspettare? Vuoi andare oltre quella fotografia sbiadita dal tempo che stringi tra le mani. Ecco 3 leggende di Capri che dovresti conoscere per sognare a occhi aperti.

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PH: Davide Esposito

Autore: Marilena D'Ambro

18 Nov 2017

Il campanile di Anacapri custodisce una storia, a tratti misteriosa, che si intreccia con le vicende della popolazione fino a diventarne il simbolo. Ed è proprio la sua storia che voglio raccontarti oggi. Un piccolo tuffo nel passato per vedere con occhi più consapevoli il presente quando visiterai questa cittadina alle pendici di Monte Solaro.

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06 MAGGIO 2017

DA MARILENA D'AMBRO

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L’imperatore Tiberio si innamorò di Capri al primo sguardo. La amò cosi tanto che decise di farne la sua seconda casa per concedersi una pausa dagli intrighi di palazzo a Roma. Il suo desiderio? Abitare la bellezza ovunque andasse. Così fece costruire ben 12 ville in ogni angolo dell’isola.

 

Attualmente puoi ammirare i resti di Villa Jovis e Palazzo a Mare, ma non solo. Oggi voglio raccontarti della Villa imperiale di Damecuta. Sorge sulla costa nord-occidentale, nel secondo comune dell’isola: Anacapri. Se sei in vacanza a Capri regalati una passeggiata sulle orme di Tiberio.

Appena imbocchi la stradina che conduce al parco archeologico capisci subito perché il nobile romano dagli occhi azzurri scelse questo luogo come residenza: il sole riscalda la natura tutt’intorno, il profumo delle ginestre ti accompagna passo dopo passo e Ischia abbracciata dal mare sembra camminare insieme a te, leggiadra sulle acque.

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Ora che ne dici di seguire Tiberio nella sua reggia? Ti sembrerà addirittura di immaginarlo nella sua tunica regale mentre ti accompagna, sfiorando le rovine della sua dimora. La sua preferita durante l’estate quando il ponente rinfrescava l’atmosfera.

I sentieri nascosti di Capri: viaggio nella natura

12 FEBBRAIO 2016 Da Marilena D'Ambro FOTO: DAVIDE ESPOSITO

Vuoi scoprire la sua anima autentica, quella fatta di silenzi e natura. Desideri lasciarti stordire dal profumo dei fiori, dall’azzurro limpido delle sue acque, dalla storia che avvolge questa perla di bellezza in mezzo al Mediterraneo.

Per scoprire il suo volto incontaminato esplora i sentieri nascosti di Capri. E se ami fare trekking hai trovato il connubio perfetto per saziare la tua fame di avventura e trascorrere una vacanza indimenticabile.

Percorsi in cui il tempo smette di esistere, la forza della natura ti travolge e l’anima diventa più leggera.

Piccolo suggerimento: devi camminare molto. Non dimenticare di portare con te una bottiglia d’acqua e scarpe comode.

30 SETTEMBRE 2016

DA MARILENA D'AMBRO

PHOTO DAVIDE ESPOSITO

Sarai travolto da tanta bellezza, non saprai cosa fare. Andare in spiaggia? Percorrere sentieri nascosti? Hai anche un’altra scelta se resti più di un giorno sull’isola dei Faraglioni: concederti delle lunghe passeggiate a Capri.

Sì, camminare a piedi è la soluzione ideale per conoscere questa perla del Mediterraneo. D’altro canto, è anche l’unico modo visto che è quasi tutta pedonale.

Attraversa la Piazzetta e lasciati trasportare nei dedali del centro storico. Ripercorri i passi di scrittori, artisti e capi di Stato. Osserva le piccole case in stile caprese e le dimore più celebri, come Villa Lysis e Malaparte.

Le passeggiate a Capri sono speciali. Ogni angolo è diverso, particolare: ci sono i panorami, le maioliche a dare il nome alle abitazioni, i cancelli in ferro battuto e il profumo dei fiori a tenerti compagnia.

Ma ti dico di più: camminare per le strade di Capri ti condurrà in un doppio viaggio: quello nell’isola e quello dentro te stesso. Perché Capri è anche questo: la meraviglia di riscoprirsi in libertà. Allora andiamo? Ecco 3 passeggiate da non perdere.

25 NOVEMBRE 2016

DA MARILENA D'AMBRO

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L’isola delle sirene non smette mai di stupire. Tante sono le bellezze da scoprire in questa perla del Mediterraneo. Ci tesori nati dall’estro di madre natura come la Grotta Azzurra e i Faraglioni. Poi, ci sono meraviglie scolpite dalla mano dell’uomo. Opere che sorprendono per la loro imponenza. Imprese create nell’antichità che ancora appaiono impossibili.

 

Sto parlando della Scala Fenicia a Capri, una gradinata dalla forma serpentina e intagliata nella roccia della montagna. Con i suoi 921 scalini si snoda dal porto di Marina Grande fino al secondo comune dell’isola, Anacapri. Di sera, da Marina Grande puoi vederla illuminata dalle luci e dalla luna. L’impressione è quella di salire verso il paradiso.

La Scala Fenicia a Capri: la storia

La Scala Fenicia fu costruita intorno al VII e VI secolo a.C. Il nome le fu dato in seguito all’errata convinzione che l’isola di Capri fosse stata colonizzata dai Fenici. In realtà, i Greci furono gli unici autori di questo capolavoro. Non c’è alcun dubbio: molti gradini sono stati incisi nella roccia viva con una tecnica tipica delle isole del Mar Egeo. Dopo la gradinata fu ristrutturata dai Romani, in epoca medioevale e nel 1998.

Perché la scala Fenicia è così importante? fu l’unico collegamento tra Marina Grande, Capri e Anacapri. La popolazione la percorreva per portare generi alimentari, materiali edili e acqua -ricavata dall’unica sorgente di via Truglio a Marina Grande – nelle parti alte dell’isola. A svolgere questo lavoro erano soprattutto le donne anacapresi: trasportavano enormi fardelli sulla propria testa senza perdere l’equilibrio, suscitando ammirazione.

Poi, nel 1877 tutto cambiò. Una lingua d’asfalto percorse le pendici di Monte Solaro, fu inaugurata la strada carrozzabile che unisce i due Comuni di Capri e Anacapri. Così gli abitanti dell’isola smisero di avventurarsi lungo i suoi faticosi gradoni, preferendo le carrozze e poi le automobili.

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Un tuffo nel Medioevo a Capri: alla scoperta di Santa Teresa

03 FEBBRAIO 2017 By Marilena D'Ambro Photo Davide Esposito

Alle spalle della famosa Piazzetta c’è un luogo fermo nel tempo fatto di vicoli, porticati, antiche botteghe e panorami che non sono mai uguali. Ti sto parlando di Santa Teresa, uno spaccato medioevale dell’isola che non ha ceduto al fascino della modernità, con il convento delle teresiane e la chiesa del Santissimo Salvatore. 

La chiesa del Santissimo Salvatore la riconosci, è anticipata da una rampa di scale. La costruzione fu eretta nel 1666 per volontà Madre Serafina di Dio che dirigeva anche il convento vicino. L’edificio è in stile barocco ed è stato progettato dall’architetto Dionisio Lazzari.

Il nome Santa Teresa deriva proprio dalla presenza nella zona del convento delle Teresiane. Il complesso fu realizzato nel 1661 grazie all’operosità di Madre Serafina e alle ingenti donazioni che riuscì a ottenere. In questo luogo si trovavano gli alloggi delle suore.

Arte e storia si intrecciano in questa zona di Capri dove l’atmosfera Seicentesca non sembra mai scomparsa. Però, c’è spazio anche per la bellezza, quella pura e dirompente che solo madre natura riesce a donare.​

06 GENNAIO 2017

DA MARILENA D'AMBRO

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Un tempo questo snodo di civiltà è stato cornice di invasioni e amori impossibili. Sentimenti che hanno lottato per sopravvivere alla distanza dettata dal mare. Ma non solo. Il porto di Marina Grande a Capri ha rappresentato, in passato, la principale attività lavorativa dei residenti. Sì, la maggior parte dei capresi, oltre all’agricoltura, si dedicava alla pesca.

Oggi i pescatori quasi non esistono più ma se osservi bene, concedendoti una passeggiata in questo posto accarezzato dalle onde e abitato dai gabbiani, puoi ancora ritrovare le tracce di questo antico mestiere. Adesso, che ne dici di venire con me e lasciarti andare alla magia del porto di Marina Grande a Capri?

La spiaggia di Marina Grande è sulla destra, poco distante dai punti di attracco dei mezzi marittimi e dalle biglietterie. A proposito, qui ci sono anche gli orari delle partenze e degli arrivi. Ora ritorniamo alla spiaggia, non troverai distese di sabbia bianca, ma ciottoli che alla luce del sole diventano quasi bianchi. In compenso, a stupirti sarà il colore delle acque. La tonalità cambia da un verde smeraldo all’azzurro man mano che ti avvicini alla scogliera.

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Vacanze di Pasqua a Capri: ecco perché visitare l’isola delle sirene

24 MARZO 2017

DA MARILENA D'AMBRO

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Vuoi trascorrere le tue vacanze di Pasqua a Capri? Ci stai pensando da un bel po’ e l’idea ti sfiora sempre più. Ad aprile l’isola azzurra continua a fiorire, lasciandosi alle spalle l’inverno e abbracciando la primavera. Gli alberghi di Capri riaprono e i prezzi sono convenienti. E poi le giornate si allungano, hai più tempo per godere delle bellezze.

 

Vuoi disintossicarti dallo stress? Se desideri oziare per qualche giorno senza programmare, puoi farlo. Riposa in Piazzetta, sorseggiando il tuo drink e osservando la commedia umana che si presenta ai tuoi occhi. Ma non è tutto. Ci sono tante ottime ragioni per trascorrere le vacanze di Pasqua a Capri, vuoi saperne di più? Dai un’occhiata a questo articolo.

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24 GIUGNO 2016

DA MARILENA D'AMBRO

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Sull’isola delle sirene c’è una dimora che, forse più di ogni altra, custodisce e riflette la personalità del suo possessore. Ti sto parlando di Villa Malaparte, una delle costruzioni più famose di Capri. Voluta, desiderata e amata oltre ogni limite da Kurt Erich Suckert, in arte Curzio Malparte.

Ma chi era Curzio Malaparte? Un artista dal temperamento istrionico: scrittore, giornalista, soldato, politico, diplomatico e attore. Finito anche in carcere per le sue idee, fu prima fascista poi comunista. Adorato dalle donne era solito passeggiare per le strade dell’isola con il suo cane Febo.

La sua figura non passava inosservata in Piazzetta: capelli scurissimi e brillanti, tirati all’indietro dal gel. Le sopracciglia folte ma disegnate donavano ai suoi occhi neri un’espressione pungente e severa, a tratti distaccata.

Eppure quell’uomo dall’animo impenetrabile e schivo pensò Villa Malaparte. Un’abitazione costruita a sua immagine e somiglianza: “Triste, dura, severa”. Lo scrittore la chiamava Casa come me.

D’altro canto, Curzio manifestò più volte la volontà di vedere il suo carattere trasformato in altro da sé: “L’intonaco dei muri, le persiane, gli scalini…, vorrei che fossero la parte migliore di me, i lineamenti del mio viso e del mio spirito, gli elementi fondamentali dell’architettura e della storia della mia vita. Che m’assomigliasse, e che ciascuno sentisse, vivendoci, di stare dentro di me. Casa come me… il mio ritratto di pietra”. Adesso andiamo al sodo. Vieni a scoprire Villa Malaparte a Capri. Sei pronto?

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11 NOVEMBRE 2016

DA MARILENA D'AMBRO

PHOTO DAVIDE ESPOSITO

Il Sentiero del Pizzolungo a Capri si snoda lungo il versante occidentale dell’isola. La passeggiata ti condurrà alla scoperta del volto selvaggio dell’isola, il più affascinante. Perché è proprio in queste occasioni che l’isola esercita la sua magia: ti ammalia con le sue meraviglie naturali. Al tempo stesso ti costringe a pensare, a riflettere.

 

Una passeggiata non è mai solo una passeggiata, ma qualcosa di più: è un viaggio tra i sentieri dell’anima. Al termine del percorso, passo dopo passo, in modo quasi impercettibile, non sarai più la stessa persona che ha iniziato. La sensazione sarà quella di una piccola rinascita interiore.

Ora cominciamo. Andiamo alla scoperta del sentiero del Pizzolungo a Capri. Prima, però, non dimenticare di portare con te una bottiglia d’acqua e scarpe comode. Dovrai camminare molto, circa 45 minuti. Sei curioso di conoscere la prima tappa?

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07 APRILE 2017

DA MARILENA D'AMBRO

PHOTO DAVIDE ESPOSITO

Palazzo Cerio fu costruito nel 1372 dal conte Giacomo Arcucci, segretario della regina Giovanna d’Angiò e primo feudatario di Capri fra il 1371 e il 1374. Nel Medioevo questo edifico era parte del complesso abitativo delle Case Grandi di cui facevano parte il Palazzo Farace e Vanalesti.

Come divenne uno dei più importanti musei di Capri? Grazie a Ignazio Cerio, medico dell’isola, grande appassionato di scienze naturali e archeologia. Il suo amore per questa perla del Mediterraneo fu così profondo che decise di restare fino ai sui ultimi giorni, nel 1921.

Lungo il corso della sua vita raccolse fossili, rocce, conchiglie, piante e reperti archeologici provenienti da Capri e da viaggi in giro per il mondo. Lo studioso decise che le sue scoperte dovevano essere esposte in un museo, un museo di famiglia e Palazzo Cerio – da lui ereditato – fu la destinazione prescelta.

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Via Camerelle a Capri: autenticità e mondanità, tra passato e presente

28 APRILE 2017 Da Marilena D'Ambro FOTO: DAVIDE ESPOSITO

Via Camerelle, la strada dello shopping e delle grandi firme. La strada che inizia a fianco del grand hotel Quisisana. Si tratta di una passerella naturale che fa assaporare l’anima glamour dell’isola.

Di notte, infatti, si trasforma in un arcobaleno di abiti eleganti. Con discoteche e ristoranti lungo il cammino rendono magiche le tue serate capresi. Di giorno, invece, diventa un fiume colorato di turisti che l’attraversano per raggiungere il Belvedere di Tragara o la Certosa di San Giacomo.

Ma via Camerelle a Capri è molto più di questo. È artigianato, è storia. Sì, questa passeggiata custodisce diverse anime, diverse epoche, e sotto il suo mantello di pietre e cemento ci sono tanti segreti e curiosità da scoprire. 

Una passeggiata in via Camerelle a Capri vuol dire sfiorare i due volti di questa terra, quello mondano e quello autentico. 

La storia di via Camerelle

Via Camerelle fu costruita dai romani ed era solo un sentiero pietroso alle pendici del Monte Tuoro. Inizia dallo spiazzale dell’hotel Quisisana e non si è sempre chiamata così, una volta era conosciuta con il nome di via Anticaglia.

Poi, a partire dal XVIII secolo fu indicata con il nome di via Camerelle in seguito alla presenza di ambienti che si trovavano in successione lungo il tracciato.

Queste “camerelle” erano annesse in un muraglione che doveva servire da terrazzamento alla strada di collegamento tra il Monte Castiglione e il promontorio di Punta Tragara. In ogni caso, ancora oggi non si conosce la destinazione d’uso di quegli ambienti. Ci sono diverse teorie in proposito.

Nel Settecento si credeva che quelle “camerelle” fossero le “sellarie”, i salotti delle donne di facili costumi che Svetonio cita nella biografia di Tiberio. Questa ipotesi però non trova nessuna conferma.

Invece, trovano conferme maggiori le tesi secondo cui quelle costruzioni fossero cisterneper raccogliere acqua, bene prezioso per l’isola di Capri.

O ancora, che fossero delle volte di contenimento in cui passavano delle condutture. Soprattutto dopo il ritrovamento di imponenti tubature a Tragara, scrive Edwin Cerio: “Queste condutture dovevano portare l’acqua al porto di Tragara”.

L’aspetto originario delle “camerelle” – fatto di marmi romani – è quasi scomparso. Motivo? La necessità e la modernità. Queste aree nel Medioevo venivano usate come stalle o depositi. Oggi sono state ampliate e trasformate, nella maggior parte dei casi, in negozi.

Nel XIX secolo questa strada sterrata cominciò ad animarsi grazie alla costruzione di edifici di pregio. Sto parlando della rossa Villa Pompeiana costruita nel 1879 su una delle cisterne tiberiane. Con un profilo a U richiama l’architettura delle dimore romane.

Altra abitazione che contribuì a dare un nuovo volto a via Camerelle fu Villa Jenny. Fu eretta nel 1902 per volere di Giorgio Cerio e dedicata alla moglie. Come si presenta? Pareti bianche, alta due piani, circondata da colonne e da un portico formato da marmi romani.

Nel XX secolo via Camerelle a Capri visse una nuova fase. In particolar modo grazie a diversi esercizi commerciali destinati a far conoscere il nome dell’isola nel mondo. Fu inaugurato il Quisisana, simbolo dell’ospitalità caprese. E pensa, le sue cucine sorgevano proprio al posto delle antiche cisterne romane. Ma le sorprese non finiscono qui.

Oltre all’albergo più antico di Capri, via Camerelle divenne anche la passeggiata preferita dei militari americani, degli Alleati. Negli anni Quaranta sostavano sull’isola per dimenticare gli orrori della II Guerra Mondiale e contribuirono all’apertura di molti negozi lungo la strada.

Uno di questi fu la prima gioielleria caprese, Chantecler, aperta da Pietro Capuano. Ma non solo. Via Camerelle ospitò – tramite l’estro artigiano di Amedeo Canfora – anche la prima bottega di sandali capresi fatti a mano.

Oggi, la gioielleria Chantecler si trova a corso Vittorio Emanuele mentre il negozio dei sandali Canfora è ancora a via Camerelle.

Via Tragara a Capri: strada di sogni e di vite

25 SETTEMBRE 2017 Da Marilena D'Ambro

Libertà, eternità, pace, meraviglia e vicinanza. Tutte queste sensazioni le puoi rivivere in un solo luogo, in una delle più belle passeggiate di Capri. Sto parlando di via Tragara. Una camminata in cui ritrovare se stessi. Ma non solo. Passo dopo passo riuscirai a leggere le diverse dimensioni dell’isola.

Sarai accompagnato da dal profumo dei fiori e degli alberi che ti daranno il benvenuto, dalla magnificenza delle ville storiche custodi di storie di vita, dai colori delle buganvillee e del mare. Via Tragara a Capri ti abbraccerà e l’impressione sarà quella di vivere un sogno ad occhi aperti con un finale sorprendente: uno splendido belvedere sui Faraglioni. Che ne dici? Andiamo!

Via Tragara inizia dopo via Camerelle, la strada dello shopping e delle grandi firme. Basta svoltare in fondo a sinistra, percorrendo la piccola salita per arrivare a destinazione.

Questa strada silenziosa ed elegante è avvolta da palme, eucalipti e cipressi ed è fiancheggiata da alcune ville storiche di Capri. Edifici di impareggiabile bellezza che conservano tante storie da raccontare, tante vite. Sulla sinistra potrai notare subito la chiesa evangelica tedesca, testimonianza di un’affezionata colonia proveniente dalla terra dei Germani.

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1 LUGLIO 2016

DA MARILENA D'AMBRO

PH: Davide Esposito

Tra un bagno e l’altro potrai soddisfare anche il tuo palato. Questa località balneare è servita dallo stabilimento/ristorante Gradola -che raccoglie l’eredità dello storico e indimenticato Da Giovanni a Gradola- dove assaporerai i piatti della tradizione: i raviolitotani e patate e la torta caprese. ​

La spiaggia di Gradola è libertà, è vita. È un posto per gli spiriti indomiti che non temono il lato selvaggio della natura ma vogliono sentirsi un tutt’uno con essa.

Una giornata a Gradola non ti basta? C’è anche la notte. Quando cala il sole, il mare diventa più scuro e si dipinge d’argento alla luce della luna. Se vuoi sussurrare “Ti amo” alla tua dolce metà, diglielo a Gradola in compagnia delle stelle.

Piccola curiosità: questa località balneare è stata più volte premiata con la Bandiera Blu, prestigioso riconoscimento per la limpidezza delle sue acque.

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Albe e tramonti di Capri: apri il tuo cuore alle emozioni

29 SETTEMBRE 2017 Da Marilena D'Ambro Foto: DAVIDE ESPOSITO

E così, i giorni e le notti si alternano regalandoti nuove esperienze. Tuttavia, se decidi di vistare Capri scoprirai che ci sono dei momenti sospesi nel tempo dove tutto si ferma. In questi istanti indefiniti puoi permetterti di sognare e stare con te stesso. Sto parlando dei tramonti e delle albe. Sì, oggi voglio rispondere a questa domanda: dove guardare le albe e tramonti di Capri? Vieni e apri il tuo cuore alle emozioni.